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Nel 2014 voglio smettere di…

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L’altro giorno, in radio, uno speaker di cui non ricordo il nome ha fatto agli ascoltatori un’interessante domanda: cosa volete smettere di fare, nel 2014? E le risposte che arrivavano erano piuttosto variabili; c’era chi voleva smettere di essere disoccupato (un premio per l’originalità a...
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L’altro giorno, in radio, uno speaker di cui non ricordo il nome ha fatto agli ascoltatori un’interessante domanda: cosa volete smettere di fare, nel 2014? E le risposte che arrivavano erano piuttosto variabili; c’era chi voleva smettere di essere disoccupato (un premio per l’originalità a capitan ovvio!) e casalinghe disperate che avrebbero semplicemente detto basta all’asse da stiro. Come potete immaginare, è a voi che voglio porre la stessa domanda… e sarò io la prima ad azzardare qualche risposta nazional-popolare, le risposte che vi piacciono così tanto, e quelle che invece odiate perché le scrivo sfacciatamente o perché le riempio di un’inappropriata generalizzazione.

Nel 2014 voglio smettere di essere così procrastinatrice, voglio smettere di rimandare i libri e le decisioni, la sveglia e le nuove occasioni. Voglio smettere di dire così spesso il mio nome nelle frasi, tanto basta dire “io” – e questo continuerò a farlo sempre più spesso: Narciso non guarisce, Narciso cade nel fiume.

Ma parliamo di voi, che per parlare di me c’è sempre tempo.

Nel 2014 dovete smettere di mangiare tanto, perché sono diventata una salutista e vengo a bacchettarvi col mio sguardo di rimprovero peggiore, se non vi allontanate dalla tavola, dalla dispensa e dal frigo. Dovete smettere di pensare che i problemi si risolvano da soli e che il lavoro e gli esami superati compaiano magicamente nella vostra vita: siamo artefici del nostro destino, ricominciate a impararlo, una buona volta. Smettete di non cercare, di non provare, di non rischiare. Se Alice non avesse seguito un buffo coniglio parlante, sarebbe ancora seduta all’ombra di un albero, a leggere un libro senza dialoghi, né figure. Ho reso l’idea? Lo so, l’ho resa. Rimboccatevi le maniche e se volete qualcosa, nel 2014 smettete di credere che non siete abbastanza per averlo o che, se è destino, arriverà da solo. Se volete qualcuno, smettete di credere che per lui/lei esiste di meglio o che, se il desiderio è reciproco, sarà lui/lei a venire da voi con una rosa rossa e una serenata al chiaro di luna. Le favole non esistono, e non esiste nemmeno il caso: chi si vuole, si cerca; chi si cerca, si ritrova. Ed è bellissimo.

Nel 2014, dovete smettere di non agire e di non curiosare. Non ci sono mali peggiori dell’apatia e dell’assenza di un occhio attento e ammaliato che studia il mondo con passione, e non con paura. Nel 2014 dovete smettere di indossare gli stessi vestiti di sempre e di restare attaccati a un passato che è, ormai, andato via. Smettete di tagliarvi i capelli per poi pentirvene e smettete di chiedere sempre il parere degli altri: gli eserciti hanno vinto la guerra, ma i singoli uomini hanno scritto la storia e si sono goduti la fama e le ballate da taverna. Pensate con la vostra testa, agite secondo il vostro istinto, amate col vostro solo cuore, realizzate i vostri sogni… anche quando la gente si diverte a dire che sono troppo buffi o troppo lontani. La gente non conta, le soddisfazioni sì.

Adesso tocca di nuovo a me, ma credo possa andare bene anche per voi.

Nel 2014… devo smettere di non credere.
Calma, calma. La mia agnostica razionalità abita ancora qui e non intendo cacciarla di casa. Eppure, la fede che voglio è un’altra: fede in me stessa, fede nell’amore e nelle storie di chi vive felice e contento, fede nelle piccole sorprese quotidiane. Voglio crederci anch’io, per una volta, voglio crede che qualcosa di buono, all’improvviso, venga a bussare pure alla mia porta.

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