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S-conosciuti: un’avventura di parole, la seconda opera di Luigi Antonio Perrotta

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RECENSIONE A CURA DI Antonia Pullì. S-conosciuti è la seconda opera, edita da Edizioni Creativa, di Luigi Antonio Perrotta, psicologo e specializzando in Psicoterapia Psicoanalitica, che abbraccia la scrittura come passione viscerale. Come scrittore emergente esordisce nel 2011 con la pubblicazione di una raccolta...
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RECENSIONE A CURA DI Antonia Pullì. S-conosciuti è la seconda opera, edita da Edizioni Creativa, di Luigi Antonio Perrotta, psicologo e specializzando in Psicoterapia Psicoanalitica, che abbraccia la scrittura come passione viscerale. Come scrittore emergente esordisce nel 2011 con la pubblicazione di una raccolta di Racconti intitolata: Frammenti d’anima edito da Alfredo Guida Editore, per la collana Lettere Italiane, sezione Narrativa.
Il neo romanzo, S-conosciuti, è ambientato in scenari sognanti, a tratti allucinati, in cui il mondo è diviso in due parti, ed è il Sistema l’organo che si impegna a mantenere la surreale divisione tra un mondo al diritto e un mondo al rovescio: parti diverse di un’unica realtà. Operando in maniera subdola i Consiglieri e i Pulitori del Sistema, sostenuti dai governi del mondo al diritto, tentano di custodire il segreto sulla verità della divisione, sforzandosi affinché gli abitanti di una porzione di mondo non entrino in contatto con quelli dell’altra.
Nel mondo al diritto, descritto come limitato e miope, Paul è uno specialista di un ospedale psichiatrico alle prese con il compito di svelare l’enigma dell’identità di un paziente che sembra piombare apparentemente dal nulla, senza memoria, senza alcun tipo di riferimento se non un discorso farfugliate e confuso rispetto a verità, realtà, complessità e conoscenza. Paul viene profondamente toccato da questa storia che muove in lui questioni intime, sollevando strani interrogativi sulla sua stessa identità. Trascinato dagli eventi Paul dovrà far fronte a domande insidiose che lo metteranno di fronte ad una scelta che potrebbe rinnovare il suo modo di sentire e vedere.
Nel mondo al rovescio, intanto, intrecciandosi con la storia di Paul, si muove Averreau. In questa porzione di mondo, Averreau è un dissoluto uomo di piacere, perso tra le sbornie dell’alcool e del sesso, sprovveduto ricercatore di una verità più ampia sulle cose; negromante, mago, alchimista, scienziato, è un uomo che definisce un profilo a tratti illuminato e al contempo diabolico. Per il Sistema persone come Averreau sono un pericolo perché considerati una minaccia per le assurde riduzioni a cui si cerca di imbrigliare la vita. Il Sistema cattura Averreau, che proverà a sbandierare la verità che l’esistenza è complessità e la divisione è un terribile pericolo che non consente alle persone di completarsi delle proprie parti mancanti, di riappropriarsi del proprio negativo perché possa essere compreso e non rigettato costringendolo a manifestarsi senza alcuna forma di pensiero, diventando pericoloso e incontrollabile. D’altronde, come ci ricorda Jung “Ciascuno di noi è seguito da un’ombra, meno questa è accolta e integrata nella nostra vita e più diventa densa e minacciosa”. Così divisi, infatti, tutti gli abitanti delle due parti di mondo sono prigionieri ciechi scossi da ciò che non possono vedere, nessuno riesce a collocarsi con responsabilità nella propria vita né a comprendere e scegliere il bene e il male.
Il Sistema, in nome del bene e ignaro di commettere un male ancora peggiore, condanna Averreau ad un destino crudele. La verità, tuttavia, non può essere negata o nascosta per sempre e il viaggio comincia per l’uno e per l’altro personaggio dei due frammenti di mondo affinché qualcosa venga riconosciuto e accolto in nome della complessità dell’uomo, della profondità dei suoi vissuti interni, anche quelli più turbolenti che ciascuno vorrebbe seppellire, ignorare e tenere al di fuori di sé. Eppure, il romanzo ci accompagna proprio verso questa consapevolezza: tutto di noi è parte di noi, anche ciò che più ci spaventa e occorre dialogarvi. Non solo, con una narrazione scorrevole, che inchioda il lettore tra le descrizioni minuziose ed evocative di sogni, immagini, pensieri e stati d’animo dei personaggi, S-conosciuti ci svela pian piano quella complessità che è propria di tutte le cose, di tutte le persone, costruendo un messaggio chiaro che ha il sapore di un’esortazione fondamentale: ampliare la propria prospettiva su sé stessi, sul mondo e sugli altri.
Tutto ciò che si è dimenticato, allora, prende il suo posto e l’esistenza può ricevere nuovi colori, i colori della ragione, delle passioni, anche di quelle più torbide dell’animo umano, più inaccettabili e comunque patrimonio comune di ogni uomo e di ogni donna, di ogni tempo e di ogni dove. Tra le righe dell’avvincente narrazione, che scorrono veloci costruendo immagini sognanti, i significati che arrivano al lettore sono tanti, come i livelli stessi della narrazione che fanno di questo testo un crocevia di più generi letterari, suscitando altrettante emozioni, pensieri e riflessioni. Come ciascun personaggio è chiamato ad intraprendere una ricerca, così il lettore si sente coinvolto a rispondere ai medesimi interrogativi che si intrecciano tra identità, memoria, verità parziali di sé. A ciascun lettore spetta quindi la propria scelta rispetto a quale via percorrere, a quale pensiero dare seguito e fin dove lasciarsi trascinare tra la miriade di simboli, numeri, aneddoti, riferimenti letterari e filosofici, esoterismo e conoscenza presenti nel romanzo. Ciascuno è responsabile amministratore della propria libertà? Eppure nessuno può essere libero senza conoscere, ed è questo un pilastro del romanzo: la ricerca della conoscenza.
Il libro tiene sospesi tra le due storie parallele dei due pezzi di mondo, che hanno vita propria, che a un certo punto si ricongiungono, sono chiamate a svelare la loro unione, che è un’unione necessaria, possiamo dire vitale, e così disvelano le ragioni intime dei rispettivi processi. Tutto questo in una atmosfera di sospensione e di curiosità, mai definitiva ma che rinnova sempre domande, alimenta suspense, fino alla rivelazione ultima, che consentirà di rimettere in ordine ogni singolo momento di questa piacevole lettura che ci metterà di fronte non più alle singole vicende dei personaggi ma delle diverse parti di noi stessi, perché come scrive Walt Whitman “Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini”. Allora… vi consiglio caldamente di accettare la sfida e immergervi nella lettura di S-conosciuti e… buona scoperta di voi stessi…

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