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Salvini rottama Bossi. Sapete chi era il suo portaborse al Parlamento Europeo?

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Piccoli rottamatori (si fa per dire) crescono. Matteo Salvini, “Matteo rottamatore” in salsa leghista, annichilisce il vecchio capo lumbard con l’82% dei voti. Decisive alcune delle sue parole d’ordine: “pulizia”; “rinnovamento”; “gioventù”. Peccato che,...
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bossi salviniPiccoli rottamatori (si fa per dire) crescono. Matteo Salvini, “Matteo rottamatore” in salsa leghista, annichilisce il vecchio capo lumbard con l’82% dei voti. Decisive alcune delle sue parole d’ordine: “pulizia”; “rinnovamento”; “gioventù”. Peccato che, sarà sfuggito a molti militanti leghisti che lo hanno votato credendo di voltare pagina, il Salvini quando venne eletto al Parlamento Europeo nel 2004 assunse come “portaborse” Franco Bossi, fratello dell’odierno sfidante. Ben 12750 euro al mese tutti a carico dei contribuenti europei (Bruxelles ladrona!), e quindi anche italiani (Franco si dimetterà presto una volta venuto lo scandalo alla ribalta delle cronache). A quei tempi, “Radio Padania Libera” di cui era già direttore, sparava a zero contro il fenomeno, si sa, tutto terrone delle assunzioni clientelari di parenti e amici. Le cose oggi, e soprattutto l’ipocrisia del personaggio, non sono cambiate. Te lo ritrovi spesso in tv a picchiare sulla vergogna del “cerchio magico” leghista della famiglia Bossi ( “I carabinieri hanno stimato che fra il 2009 e il 2011 almeno 3 milioni e 800000 euro sono usciti dalle casse della Lega” in direzione della famiglia e del clan Bossi [da “L’illusionista” di Travaglio, Corrias, Pezzini]). Di Renzo Bossi “il Trota”, da rappresentante doc della Lega 2.0 di Maroni, diceva “sicuramente il suo futuro non è più in politica, ha già dato. E anche i militanti della Lega hanno già dato il loro contributo alla causa. Basta”. Alla luce dei fatti pare proprio che i militanti “verdi” non abbiano affatto tagliato i ponti con la segreteria Bossi delle ruberie e della vergogna. Né scelto “un giovane” visto che il Salvini percepisce uno stipendio pubblico, sempre con la Lega, dal 93 (è stato consigliere comunale di Milano dal 93 al 97, dal 99 al 2006 e dal 2006 al 2011; Deputato del Parlamento Europeo dal 2004 al 2006 e dal 2009 ad oggi; il tutto condito dalla carica di Deputato a “Roma ladrona” dal 2008 al 2009 e per un mese nel 2013 http://politici.openpolis.it/politico/matteo-salvini/63).

A farci fare ancora più risate, bontà sua, una delle sue prime dichiarazioni da Segretario del Carroccio: “La mia una Lega di battaglia. Ci siamo rotti le palle che Bruxelles ci deve dire come dobbiamo vivere, questo è un gulag”. Il mese scorso ci andava giù ancora più pesante: “Ha fatto strage peggio dei panzer nazisti” e poi Monti e Prodi si meritano “un processo di Norimberga”. Forse il Salvini “non si ricorda” che il passaggio dalla lira all’euro avvenne il primo gennaio 2002 quindi in pieno governo Berlusconi-Bossi. Il suo amato Bossi a quei tempi, anzi il 16 giugno 2001 quindi ancora prima, diceva: “Se la lira non fosse entrata nell’euro, non sarebbero fallite soltanto le grandi imprese italiane, ma anche le piccole imprese, perchè il costo del denaro e l’inflazione sarebbero saliti alle stelle”. L’Umberto mariuolo di Roma ladrona faceva eco al prossimo alleato di Salvini dell’imminente campagna anti-euro del centrodestra Silvio Berlusconi: “Diamo il benvenuto alla nuova moneta, è un’idea straordinaria che è divenuta realtà. Con l’euro è stato bandito il peccato monetario (26 novembre 2001)”. Verrebbe proprio da dire, ma mi faccia il piacere…

 

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